TRADING FOREX: LO STOCASTICO

di 22 dicembre 2015

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Molti credono che indicatori ed oscillatori siano una sorta di strumenti profetici e cadono nella tentazione di utilizzarli come chiave di ingresso al mercato, non può esserci errore più grande! (Citato me 🙂 )

La differenza tra oscillatori ed indicatori, sostanzialmente, sta nel fatto che i primi (essendo una categoria di indicatori) “oscillano” attorno ad un valore di riferimento o all’interno di due valori di limite minimo e massimo.

Uno degli oscillatori più conosciuto è lo stocastico, utilizzato alla base di una delle nostre strategie di trading ovvero la fibonacci (clicca qui per l’articolo). Uno degli utilizzi più elementari dello stocastico è quello di individuare zone di eccesso dei prezzi, ovvero ipervenduto quando abbiamo valori sotto il valore 20 ed ipercomprato quando questi valori superano il valore 80.

E’ corretto sottolineare che qualora i prezzi si trovino nelle zone di ipercomprato e ipervenduto non dobbiamo attenderci necessariamente una inversione di tendenza, o quantomeno non necessariamente l’inversione sarà immediata.

Spesso, infatti, lo stocastico entra in area di ipercomprato e ipervenduto in situazioni di trend sostenuto e ben definito e l’oscillatore si mantiene in tali zone a lungo senza mai varcare la linea di demarcazione 80-20. Motivo per il quale è bene porre la massima attenzione nel non utilizzare questo oscillatore per catturare automaticamente segnali contro trend.

In parole povere, utilizzare le sole indicazioni dello stocastico per cogliere opportunità di trading può solo portare a bruciarsi il capitale. Tuttavia sfruttarlo come ausilio a conferma e rafforzamento di una strategia ben assemblata può far la differenza. Il concetto vale per tutti gli indicatori.

Utilizzo in campo operativo

Il settaggio di default dello stocastico è 10,3,6 dove il primo numeretto indica i periodi del %K (stocastico veloce), il secondo i periodi del %D (stocastico lento) ed il terzo i periodi di rallentamento.

Molti si affidano a questi valori base, però è possibile settarli in modo più adeguato traendo le informazioni necessarie dal prezzo. A tal proposito si fa capo ai cicli di prezzo secondo i canoni della teoria dei cicli, valutando la lunghezza e la regolarità delle onde.

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Esempio:

Avendo due cicli di 60 candele (candela in più, candela in meno fa poca differenza) possiamo settare il primo valore ovvero lo stocastico veloce %K ad ¼ della lunghezza d’onda, in questo caso 15 periodi (60/4).

Gli altri due numeretti rilevante importanza come il primo, però, per essere pignoli, il secondo valore, stocastico lento %D, va settato 1/3 del %k ovvero 5 (15/3) ed infine i periodi di rallentamento, ½ del %K+1, quindi 8 (valore arrotondato di 7.5+1).

L’abitudine di utilizzare lo stocastico settandolo in relazione alla teoria dei cicli, può fare la differenza nel tempo ed aiutare nel filtraggio di indicazioni più veritiere.
Il compito di ausilio per cui questi strumenti sono stati creati deve essere facilitato dalle nostre abilità, solo così possono contribuire a rendere la nostra attività di trading migliore.

Un saluto a tutti ed ai corsisti ricordo l’appuntamento con i nostri webinar online.

Giacomo C.

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