Tecniche di Trading con l’Oscillatore Stocastico

di 18 aprile 2013

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Continuiamo il discorso sull’oscillatore stocastico avviato la scorsa settimana (anzi no, due settimane fa, e a proposito mi scuso per il mancato appuntamento di giovedì scorso), vediamo oggi come applicare la dinamica dello stocastico al nostro trading.

Prima, un’ultima cosetta tecnica. Piazzando l’oscillatore sul vostro grafico, la finestra delle impostazioni vi chiederà tre valori da inserire, due dei quali sono i valori K e D che abbiamo visto l’altra volta. Senza entrare in ulteriori dettagli, in linea generale il set raccomandato (e per questo più utilizzato) è il 15.5.5, che fornisce una buona impostazione di segnali in tutti i timeframes.

Sappiate però che ci sono specifiche tecniche per le quali è opportuno adattare di volta in volta i parametri dell’oscillatore al periodo temporale analizzato, in modo da avere dei segnali più affidabili. E’ ad esempio il caso della tecnica Fibonacci, che ben conoscono i corsisti del nostro programma Premium.

Dunque, qual è l’utilizzo classico e ottimale dello stocastico. Abbiamo visto che le oscillazioni nelle zone di ipercomprato o ipervenduto sono segnali di un calo di forza di compratori o venditori, e quindi di una possibile inversione del movimento. Ho detto movimento e non “trend”, perché la situazione che dobbiamo cercare sul grafico sarà sempre quella di un bel trend rialzista o ribassista. In questo contesto, aspetteremo prima un ritracciamento del prezzo, poi i segnali di ritorno del prezzo nella direzione del trend principale. Vediamo insieme il grafico, che vale più d’ogni chiacchiera, con un esempio short:

 

 

Ecco una situazione ottimale da cui trarre profitto: il prezzo è in trend ribassista, ha effettuato un pullback, e lo stocastico entra nella zona di ipercomprato, segnalandoci l’indebolimento degli acquisti. Direi che è il momento ideale per entrare short e cavalcare il trend principale.

Per affinare l’entrata aspetteremo l’incrocio delle linee, ma anche la chiusura della candela per avere una conferma dell’incrocio stesso:

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Quindi mi raccomando: se stiamo osservando un grafico daily e l’incrocio delle linee avviene durante la giornata, resistete alla tentazione e aspettate le undici di sera prima di decidere l’entrata. Lo stop loss va posizionato appena sopra il limite massimo del pullback, take profit almeno alla stessa distanza dello stop.

Un’altra tecnica di utilizzo dello stocastico è l’individuazione delle divergenze. Il concetto in sé è semplice: quando il prezzo va verso una certa direzione, e lo stocastico verso la direzione opposta, si ha una divergenza. Vediamo l’immagine:

 

 

Dunque mentre il trend del mercato è ribassista, l’oscillatore ci segnala un momento di ipercomprato sempre crescente. Questo è un caso di divergenza “negativa” (short), indizio fortissimo di continuazione del trend in atto, che ci consente di entrare a mercato con le stesse modalità viste sopra, ma magari rischiando qualcosa in più della nostra equity.

Per ora ci fermiamo qui, ma il discorso sulle divergenze è molto più ampio e riguarda non soltanto lo stocastico. Avremo modo sicuramente di tornarci su e vedere più dettagliatamente cosa possiamo tirarne fuori.

Tenete d’occhio il blog, ci vediamo qui la prossima settimana.

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