Servizio analisi del 08 giugno 2016

di 08 giugno 2015

Cambi e cross in trend

Le coppie di valute che sui grafici daily attualmente si trovano in una situazione di trend sono:

  • USD/CAD ()
  • EUR/CHF ()
  • EUR/GBP ()
  • GBP/CHF ()
  • GBP/NZD ()
  • GBP/AUD ()
  • GBP/CAD ()

I timori della Brexit, cioè l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, continuano a preoccupare gli investitori rendere i grafici quasi intradabili, quindi vediamo di fare un pò di chiarezza sulla questione, mi spiace per i più accaniti dei grafici a tutti i costi ma una parentesi di macroeconomia a questo punto si rende più che necessaria, sopratutto perché la possibile vittoria dei sostenitori di un’uscita dall’UE non appare più cosi tanto improbabile come in molti affermavano fino a poco tempo fa.

Martedì scorso l’istituto statistico ICM a effettuato il primo sondaggio telefonico sulla questione brexit, sondaggio ufficializzato sulle pagine del Guardian, autorevole quotidiano britannico, e ha affermato che il popolo della regina ha espresso maggiore propensione verso un’uscita dall’UE, con il 45% dei consensi, rispetto alla permanenza nella UE, che totalizza comunque un 42% degli interpellati, il rimanente 3% rimane nel limbo degli indecisi, una percentuale comunque del tutto ininfluente.

Ieri invece sempre lo stesso istituto ICM ha comunicato gli esiti di un altro sondaggio condotto questa volta online, principalmente sui social, che dava i favorevoli al Brexit in vantaggio con il 48% rispetto ad un 43% dei contrari, rimarcando come il campione online genericamente più giovane rispetto al precedente conferma il dato del sondaggio telefonico confermando la stessa tendenza.

Un altro sondaggio online è stato condotto da un’altra agenzia inglese, la YOUGOV, ed anche questo conferma la tendenza dell’opinione pubblica a scegliere per l’uscita dall’UE con un vantaggio del 45% favorevoli contro il 41% dei contrari, ed infine anche la nota agenzia OPINION ha pubblicato il proprio sondaggio ed anche questa conferma la medesima tendenza.

In coincidenza con la pubblicazione di questi sondaggi sui mercati si è instaurato un forte nervosismo che nella giornata di ieri ha portato la sterlina a deprezzarsi rispetto praticamente a tutte le altre valute principali, in pochissimo tempo la sterlina si è svalutata di oltre il 3% sull’euro, del 4% sullo yen e dell’1% anche sul dollaro americano, svalutazione limitata sopratutto dal fatto che il biglietto verde a sua volta si è deprezzato parecchio dopo la pubblicazione di dati piuttosto deludenti sul mercato del lavoro nella giornata di venerdì.

Vediamo dunque quali possono essere, secondo i maggiori analisti, le principali conseguenze di un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea:

1) Il primo impatto da valutare è sicuramente quello del pil del regno unito. L’effetto più evidente sarebbe sugli scambi di beni e servizi. I comparti più esposti sono l’immobiliare e l’intermediazione finanziaria. In generale le esportazioni di beni e servizi rappresentano il 30% del pil UK. L’uscita dall’Unione europea produrrebbe, secondo le stime, un danno quantificabile in termini di riduzione della crescita del pil fra lo 0,5 e l’1% annuo per dieci anni. Anche il budget deficit sarà destinato a peggiorare, a causa del rallentamento economico.

2) Poi bisogna valutare il potenziale effetto sull’economia UE. Volendo quantificare le implicazioni del Brexit sull’economia europea, gli esperti vanno da stime molto negative ad altre decisamente più positive. Gli analisti della banca francese propendono per la prima tesi. A loro avviso, la Brexit potrà potenzialmente produrre un danno quantificabile, in termine di riduzione della crescita del pil dell’Unione europea, compreso fra lo 0,1 e lo 0,25% annuo per dieci anni.

3) La successiva area di valutazione riguarda sicuramente il peso di tale decisione sui paesi commercialmente più coinvolti con la Gran Bretagna. L’impatto della Brexit non sarebbe uguale per tutti i Paesi, a causa della loro diversa esposizione verso i settori finanziario, automotive e chimico. I più colpiti sarebbero l’Irlanda, l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo. In particolare l’effetto di una riduzione dell’1% di crescita del Pil UK, avrebbe un impatto dell’1% sul pil irlandese, dello 0,6% sul Belgio, dello 0,3% sull’Olanda e del 2,9% sul Lussemburgo, rispetto allo 0,2% dell’Italia. I Paesi dell’Est europa sono invece i più esposti in termini di minori esportazioni di prodotti verso il Regno Unito.

4) Bisogna tenere anche conto della probabile riallocazione delle attività produttive più capitalizzate. In seguito alla Brexit alcune attività saranno trasferite dal Regno Unito all’area euro. In particolare il settore finanziario, con un conseguente ridimensionamento della City di Londra, e il farmaceutico. L’European Medicines Agency ha sede a Londra, ma sarà probabilmente spostata in un’altra capitale in “Eurolandia”, poichè gestisce le autorizzazioni per i farmaci nella UE. Lo stesso avverrà per i centri di Ricerca e Sviluppo dei big del farmaceutico, visto che la ricerca è largamente finanziata dai fondi UE.

5) Ed infine, ma non per questo meno importante, sarà da tenere in considerazione una giusta valutazione del contributo al budget UE. Il Regno Unito è il quarto Paese che contribuisce al budget della Unione Europea, visto che ha versato 11,3 miliardi di euro, anche se è lontano dalla Germania, con 25,8 miliardi e dalla Francia con 19,6 miliardi.

In sintesi nel caso di un brexit i rischi con cui fare i conti, potenzialmente in un’arco temporale che potrebbe durare anche parecchi anni, si possono sintetizzare in una forte perdita di valore della sterlina sul mercato delle valute, una massiccia fuga di capitali liquidi ed una sicura ricollocazione di molte imprese britanniche per via di maggiori costi di rifinanziamento sul mercato dei capitali, quindi i settori potenzialmente più vulnerabili in questa situazione sono quelli a maggior fabbisogno di capitale come l’immobiliare, le costruzioni, l’industria aerospaziale, la chimica, le infrastrutture e l’industria petrolifera e mineraria.

Per oggi è tutto, buone analisi e buone riflessioni,

SalPer

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