Segnali operativi: ma è davvero Trading?

di 08 gennaio 2014

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Segnali Operativi sul Trading Forex? Scopriamo cosa sono. Se fino a pochi anni fa il Forex era un’attività di ridottissima nicchia, oggi è diventato un fenomeno di maggior diffusione. Soprattutto grazie ai corposi investimenti promozionali che istituti bancari e brokers hanno messo in campo.

A proposito di campo, ad esempio, gli appassionati di calcio (e di trading) avranno notato che brokers come Alpari e FxPro hanno addirittura investito nell’onerosa sponsorizzazione di squadre della Premier League inglese, e molti altri compaiono sui banner degli stadi.

Fornitori di Segnali Operativi: Siti o Broker?

Il trading (e il Forex in particolare) è a buon punto per uscire dalla nicchia e conquistare la massa.
Come conseguenza della conquista di un pubblico più ampio, sono sempre più numerosi i siti che si offrono come “fornitori di segnali”. A parte gli stessi broker, che ormai tutti danno questo servizio ai propri clienti. La cosa funziona in modo molto semplice: il sito o il broker indicano i livelli esatti di entrata e uscita, su uno o più cambi, lasciando al trader solo la discrezionalità dei volumi. Chiaramente il servizio è rivolto ai traders meno competenti, che non sarebbero capaci di generare profitti agendo da soli.

 Diffidate dalla prospettiva di facili Guadagni

A ben rifletterci è anche grazie a questo tipo di offerta che i brokers riescono a catturare clienti, generando di fatto nuovi traders, a prescindere dalla loro competenza. A volte latente, spesso più manifesto, il messaggio trasmette l’immagine di una finanza pret-à-porter, accessibile a tutti senza neanche la fatica di doverne conoscere le basi, accattivante nella prospettiva di facili guadagni con il minimo sforzo.

Sia chiaro: non voglio sminuire questo tipo di servizio né la bontà dei segnali, che nella maggior parte dei casi scaturiscono da concetti e strumenti di analisi tecnica. Vale a dire gli stessi strumenti che il trader utilizzerebbe se ne avesse la competenza. Occorre però prudenza nella scelta del fornitore ed un’attenta valutazione della natura dei segnali stessi.

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Tenete conto che nella maggior parte dei casi le strategie si basano su prese di profitto piuttosto strette, a fronte di un risk reward poco conveniente. Non è raro il caso in cui gli stop loss son messi lì come optional, o addirittura neanche considerati. Il che va assolutamente contro il buon senso del trading.

Ma a parte tutto mi pongo una domanda: un trader che aderisce a questi servizi, si può davvero definire un trader?

Secondo me no. Si tratta semplicemente di un investitore che compra o vende delegando ad altri l’onere dell’analisi. E’ invece indispensabile un minimo di competenza, se non altro per saper verificare di persona l’efficacia dei segnali, mediante un proprio backtest delle tecniche.

Noi di Professione Forex continuiamo a pensare al  Trading Forex come una conquista di indipendenza finanziaria. Il che significa acquisire capacità di analisi tecnica e comprendere davvero le tecniche messe in atto, non soltanto “subirle” passivamente, nella buona o cattiva sorte.

Tenete d’occhio il blog, ci vediamo qui la prossima settimana.

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