Risk/Reward: come gestire i rischi e i rendimenti nel trading

di 12 novembre 2013

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Nell’articolo della scorsa settimana abbiamo parlato dei rischi del trading relativi all’aspetto psicologico dell’attività. Parleremo di rischio anche oggi, ma nell’accezione finanziaria del termine: in pratica, come gestire correttamente il nostro capitale, controllando il Risk/Reward di ogni singola operazione.

Il Risk/Reward è il rapporto tra quanto rischiamo di perdere in un trade, rispetto a quanto ci aspettiamo di guadagnare. Occhio: non è un caso che la parola “rischio” preceda il “rendimento”. La chiave per non bruciare il conto nel giro di poco tempo è sapere innanzitutto quanta percentuale del nostro capitale possiamo investire in un trade. Mettendo in conto di perderla.

Il che, sia ben chiaro, non significa dover preparare un trade con la convinzione di perdere, bensì di sapere che l’eventuale perdita andrà ad intaccare il capitale per una certa quantità, sempre e solo quella. Stabilita questa somma, dovremo poi gestire al meglio i rendimenti, facendo in modo che le aspettative di profitto siano sempre più alte della percentuale di rischio.

Uau, complicato. Ma no, solo per me che ho dovuto scriverlo. In realtà la gestione è semplice, basta seguire poche ma rigorose linee guida. Andiamo al sodo e partiamo dal rischio. Qual è la giusta percentuale da investire?

I corsisti del nostro Premium (a breve Premium 3!) hanno costantemente davanti agli occhi un promemoria (tipo quegli adesivi con su scritto “Non correre” che si mettevano in auto), che impone la regola del 2%. Questa è secondo noi la giusta percentuale da poter rischiare in una seduta di trading. Dunque, se il mio capitale è ad esempio di 10.000 Euro, posso investire al massimo 200 Euro. Se è di 5000 Euro… e vabbé fatevi i calcoli da soli.

Stabilita la somma massima da rischiare, questa la potremo poi gestire in vari modi. Possiamo investire tutto in un singolo trade, oppure dividere equamente il rischio in due o più trades, o ancora dividere il rischio investendo più capitale su un trade che sembra avere maggiori aspettative. Insomma, siate creativi, ma “non correte” e non deviate mai dalla strada maestra: la somma dei trades in corso e degli eventuali ordini non ancora eseguiti, non dovrà mai superare la percentuale di rischio stabilita.

Va bene, sto già rischiando il 2% ma c’è quest’altro grafico che mi sembra davvero bellino da tradare…

NO! L’apertura di un nuovo trade è concessa solo se avete chiuso uno degli altri, oppure se un trade in corso lo avete messo in “free risk”, cioè con lo stop a pari.

Stabilito questo, non meno importante è la gestione dei possibili rendimenti. Ogni volta che analizziamo un buon setup, abbiamo ben chiari dall’inizio quali sono i livelli di stop loss e target. Vediamo sotto un esempio di gestione della tecnica Long Term, sul grafico daily di GBP/USD:

 

gbpusd agosto

 

La pinbar del 28 agosto ci fornisce un ottimo segnale di entrata long. Sappiamo di dover piazzare lo stop loss sotto il segnale, e primo target sul massimo dello swing. Andiamo a vedere quanti pips abbiamo di stop e quanti fino al target:

 

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gbpusd 02

 

Abbiamo quindi uno stop loss di 150 pips, a fronte dei quali possiamo guadagnarne 165. Questo significa che il Risk/Reward del trade è superiore dell’ 1:1, perché le aspettative di profitto sono maggiori del rischio investito. Non ha senso affrontare un setup che non ci offra questa minima probabilità.

Vediamo un altro esempio, per chiarirci:

 

gbpusd 03

 

Capite? Perché dovrei entrare in un trade in cui ho messo in conto di perdere 140 pips, con un primo target probabile di 90? Questo approccio è sbagliato, alla fine non farebbe altro che iscrivervi nell’affollatissimo club dei traders che hanno bruciato il conto e chiuso col Forex.

Un Risk/Reward 1:1 è il minimo indispensabile per poter investire in un trade, ma non ancora sufficiente per fornirci un buon vantaggio sulle perdite. Quando la distanza dello stop loss è almeno uguale alla distanza del primo target, è sempre giusto chiudere una parte del trade, per intascare qualcosa (e mettere lo stop a pari, mi raccomando!). Ma per aumentare le probabilità di compensare le perdite, è necessario ambire ad un R/R di almeno 1:2, il che significa guadagnare il doppio di quanto si rischia.

Noi suggeriamo generalmente di dividere la size di ogni trade in tre parti, chiudendone un terzo a livello 1:1. Potremmo quindi chiudere un’altra parte al R/R 1:2, e in ogni caso l’ultima quantità dev’essere lasciata correre, spostando man mano lo stop.

So che non è facile, ma non lasciatevi mai tentare dal prurito della chiusura anticipata rispetto ai target prefissati, anche se in quel momento state guadagnando, perché i trades in perdita vi mangeranno la percentuale degli scarsi profitti.

Tenete dunque d’occhio il Risk/Reward, e il blog. Ci vediamo qui la prossima settimana.

 

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