Punti di vista errati che riguardano il trader!

di 18 Aprile 2019

Cari amici neofiti in questo articolo voglio chiarire alcune affermazioni errate che ho sentito spesso esternare negli ultimi periodi e che riguardano la descrizione del profilo di un buon trader. Sarò molto semplice, sintetico e chiaro nell’esposizione del testo, andando, così, ad evidenziare il succo della questione. Di seguito le due affermazioni più assurde che ho sentito nell’ultimo periodo.

 

  1. Un vero trader è colui che fa almeno il 30% al mese di profit! Chi fa meno non è un vero trader.

Rispondo subito a questa discutibile affermazione che un vero trader è colui che chiude l’anno operativo con una determinata % di profitto e che questa profittabilità si mantenga negli anni successivi senza vincoli numerici.

L’attività di trader va stimata basandosi sull’operativo di anni e non si ragiona in termini di risultati mensili, in quanto potrebbero esserci mesi durante i quali il mercato non dà possibilità di operare (mancanza pattern) ed il risultato (erroneamente fissato a 30% mensili) non possa essere conseguito.

Ricordo, inoltre, che il primo obiettivo del trader è proteggere il capitale investito e non generare forti perdite.

 

  1. Un vero trader deve operare su un capitale minimo di 30000 €; Con un capitale minore non ci si può definire un buon trader.

Questa è l’assurdità per eccellenza! mi fa capire come le persone siano fortemente disinformate a riguardo dell’attività del trading! Chi solo pensa una cosa del genere deve per forza di cose cambiare strada o rivedere le sue discutibili convinzioni per poterla intraprendere.

Al punto uno ho risposto a riguardo del risultato mensile che, aggiungo, si può stimare solo a fine anno facendo una media su 12 mesi del profitto totale. Per quanto riguarda la disponibilità economica è abbastanza evidente che non sia pregiudicante dal punto di vista delle abilità, ma possa influire solo in termini di ritorni economici.

L’assurda affermazione fa semplicemente distinzione di classe sociale e non può minimamente influenzare o stabilire le abilità del trader che si valutano sulla costanza di profitti annuali (non definibili precisamente) e sulla sua capacità conseguenziale di tutelare il capitale investito incrementandolo.

Se veramente questa assurdità avesse peso, il trading come altre attività, sarebbero destinate solo a individui di alta estrazione sociale che forse, passione a parte, non avrebbero nemmeno desiderio di incrementare le loro risorse economiche impegnandosi con una attività complessa come questa.

I vecchi detti non sbagliano mai: “l’abito non fa il monaco!

 

Spero di aver chiarito alcune situazioni ed aver anche rincuorato chi, come me, parte da basi economiche non entusiasmanti e vuole sviluppare il suo potenziale per cambiare rotta di vita.

Il trading è un’attività complessa che può portare risultati solo a chi lavora con impegno, costanza e Disciplina, di conseguenza, ha poco conto partire con un capitale di 20000, 50000 e 100000 se poi non si è in grado di proteggere il capitale e generare profitti (MONEY MANAGEMENT DOCET).

I risultati verranno e miglioreranno con il tempo e non fissate traguardi complessi e, per certi versi, irraggiungibili.

Un saluto da Giacomo ed il team di PFX