Matematica e Trading, una marcia in più!

di 18 Luglio 2019

 

Ti capita spesso di trovare un trend bellissimo e magari anche con un pattern perfetto ma poi, proprio quando sei entrato tu a mercato, la situazione cambia improvvisamente e ti ritrovi con il grafico che procede inesorabilmente verso il tuo stoploss?

Oppure ti capita spesso che nonostante ti piacesse molto quell’altro pattern lo hai lasciato perdere per paura e poi invece lo vedi andare dritto a target senza di te?

Queste sono tutte situazioni molto frustranti, sopratutto agli inizi, in questo articolo voglio mostrarti come un semplice indicatore chiamato ATR può aiutarti a risolvere queste situazioni in modo logico e coerente.

 

Cos’è l’ATR?

In parole povere è una misura della volatilità media, cioè è un indicatore che ti dice di quanto i prezzi si sono mossi mediamente in un dato periodo di tempo.

Come appare l’ATR plottato su di un grafico a candele.

Come con qualsiasi altro indicatore è importante prima capire come è costruito:

Iniziamo a comprendere cosa è il True Range”, è una misura del range del periodo corrente (High-Low) confrontato con la chiusura del periodo precedente, ossia l’intervallo di prezzo maggiore (più esteso) tra i seguenti:

  • Differenza tra il valore assoluto del massimo del periodo corrente e la chiusura del periodo precedente (A).
  • Differenza tra il valore assoluto del minimo del periodo corrente e la chiusura del periodo precedente (B).
  • Differenza tra massimo e minimo del periodo corrente (C).

Dal True Range viene quindi poi calcolato l’ATR come media mobile esponenziale a N periodi dei True Ranges relativi all’arco di tempo preso in esame.

… … … è confortante sapere che ormai tutte le piattaforme di trading (anche le peggiori) includono l’ATR come indicatore standard nei loro strumenti quindi non è necessario fare tutto il lavoro di calcolo di volta in volta!!!

Adesso che sappiamo cos’è l’ATR e come è fatto possiamo studiare con più chiarezza come questo può esserci utile nel nostro trading di tutti i giorni.

 

Utilizzo dell’ATR per gestire il trading intraday.

Vediamo uno dei possibili utilizzi della volatilità nel trading intraday per stabilire i nostri target di giornata e/o valutare al meglio il rapporto tra rischio e rendimento nelle nostre operazioni.

Per prima cosa portiamoci su un TimeFrame Daily e settiamo un ATR a 20 periodi:

L’attuale valore dell’ATR su USDCAD è 0,0114, ovvero 114 pips, quindi adesso sappiamo che il prezzo ha percorso in media 114 pips al giorno negli ultimi 20 giorni, se il mercato dovesse percorrere ogni giorno il 100% della propria volatilità ogni candela del nostro grafico dovrebbe essere circa di pari ampiezza ma sappiamo bene che cosi non è, il prezzo non copre mai il 100% del suo ATR, la realtà è che si alternano continuamente giorni di bassa volatilità e giorni di alta volatilità, per comprendere meglio immaginiamo uno studente che ha preso i seguenti voti in tre interrogazioni: 5 la prima volta, 7 la seconda e 8 l’ultima, ha la media del 6.5 ma effettivamente è un voto che lui non ha mai preso, è un voto che rappresenta il centro dell’oscillazione nella sequenza dei suoi voti realmente presi durante il suo percorso, alla stessa maniera la volatilità dei prezzi nel periodo in esame (20 giorni) oscilla attorno al proprio valore medio, più precisamente, in media, il prezzo tende a coprire circa il 70% del suo ATR 20 giorni, cioè la prima deviazione standard della volatilità, quindi nel nostro caso il 70% di 114 pips, ovvero 80 pips circa.

Finalmente è arrivato il momento di passare al nostro Time Frame operativo per l’intraday (15m nel nostro esempio) e misurare la volatilità della sessione asiatica:

Osserviamo come prima cosa che il prezzo ha percorso solo 27 pips da massimo al minimo della sessione, cioè solo il 23% del ATR Daily, quindi il prezzo ha ancora molto spazio per muoversi e le sessioni successive possono regalarci buone opportunità di profitto intraday … ma fin dove possiamo arrivare in giornata?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo sommare il valore precedentemente ottenuto (i nostri 80 pips di oscillazione media) al minimo della sessione asiatica e sottrarlo dal massimo della sessione asiatica per ottenere una proiezione dei più probabili livelli massimi e minimi che il prezzo può raggiungere nella nostra giornata di lavoro intraday sia nel caso che le quotazioni dovessero salire oltre i massimi della precedente sessione sia nel caso che dovessero scendere sotto i minimi:

Asian High = 1.2761

Proiezione minimi di giornata = 1.2761 – 0.0080 = 1.2681

Asian Low = 1.2724

Proiezione massimi di giornata = 1.2724 + 0.0080 = 1.2804

Ovviamente se la sessione asiatica nel momento in cui andiamo a misurarla avesse coperto già da sola l’80% della nostra volatilità giornaliera sarebbe il caso di rivolgere le nostre attenzioni altrove!!!

Come molti indicatori, calcoli e proiezioni nei mercati OTC il 70% del livello ATR non è perfetto e non sempre è preciso, l’ideale sarebbe calcolare sempre la deviazione standard della volatilità per avere un valore più preciso, e magari lo vedremo in un prossimo articolo, ma è comunque un ottimo valore medio che rimane molto efficace ed efficiente nella maggior parte dei casi.

 

Per oggi è tutto, per i corsisti ci aggiorniamo all’interno dei consueti webinar, sul forum e su tutti gli altri canali riservati agli studenti del Nostro percorso formativo.

Buon trading e buono studio,

SalPer