Le basi del Forex: il Trend

di 10 gennaio 2013

Iniziando a fare trading incontrerete nuovi amici. Il che è normale quando si dà avvio a una nuova attività. Ma nel caso del Forex vi sarà di maggior conforto, perché compenserà l’improvvisa solitudine in cui siete andati a cacciarvi.

Si perché se entrate in un bar commentando “visto che partita ieri sera a San Siro”, troverete certamente qualcuno per far conversazione. Ma se vi appoggiate al bancone dichiarando “visto che doji ieri sera sul kiwi”, il barista chiamerà l’ambulanza.

Apprezzerete quindi ancor di più gli amici di grafico, che troverete magari in un forum, come successo a me quando ho iniziato la straordinaria avventura del Premium.

Ma c’è un amico in particolare i cui consigli andranno sempre seguiti, se vorrete aver successo nel trading. A patto però di saperlo prima riconoscere, e poi ascoltare. “The TREND is your friend”, quante volte l’avrete letto o sentito dire, non è soltanto una frase ad effetto, da tirar fuori in ogni articolo o webinar. Qualsiasi tecnica vogliate applicare, individuare il trend sarà il primo step della vostra analisi, che dovrà portarvi ad identificare quale direzione prendere: trend rialzista, cerchiamo solo occasioni long; trend ribassista, si va solo short.

Ripassiamo quindi i requisiti fondamentali del trend.

In questo grafico il prezzo ha tracciato sul grafico una serie di massimi e minimi crescenti, mostrando dunque un buon trend rialzista:

Ho sottolineato “minimi” perché questi sono fondamentali in un trend rialzista. Se durante il percorso un massimo si fa un po’ i cavoli suoi, posso accettarlo. Sarò magari più prudente, perché ho il segnale di un indebolimento della fase, ma posso continuare a considerare il trend a rialzo:

 

 

Notate come il trend rimanga pienamente rialzista nonostante la fase di contrazione dei massimi, dopo la quale anzi riprende con violenza la sua direzione. E’ ad esempio in queste fasi che può prendere forma il triangolo di continuazione, una delle figure più conosciute ed efficaci dell’analisi tecnica, che quando agisce genera spesso un’esplosione di volatilità. Ma ne parleremo in uno dei prossimi articoli.

Non appena però è un minimo a rompere il livello precedente, il trend è sicuramente da invalidare, ed occorre fermarsi ad osservare cosa voglia fare il prezzo (che, ricordatevi, ha sempre ragione, non c’è analisi che tenga). Visto che abbiamo accennato alle figure, in questi casi può formarsi un altro pattern celebre e potente, il testa e spalle, che battezza l’inversione del trend:

 

In un trend ribassista il prezzo traccia una serie di massimi e minimi decrescenti:

Ribaltando il discorso appena fatto, faremo stavolta attenzione soprattutto ai massimi, invalidando il trend quando un massimo sfonda a rialzo il livello precedente.

Last but not least, un trend per essere tale deve necessariamente avere questa serie di ritracciamenti (parleremo in seguito della loro profondità), anche perché sono questi che ci permetteranno di sfruttare il movimento a beneficio delle nostre tecniche. Se il prezzo mi parte come un tappo di champagne, come accaduto con quasi tutti i cambi con lo Yen nell’ultimo trimestre, meglio cambiare grafico, prima che il tappo ci colpisca un occhio (e il nostro stop loss).

Tenete d’occhio il blog, ci vediamo qui la prossima settimana.

Commenti