La psicologia nel trading influisce veramente sulla mia operatività nel Forex?

di 17 agosto 2011

Ti è mai capitato di avere un’ottima strategia molto profittevole che ad un certo momento inizia a non esserlo più? Sei convinto di applicarla a dovere, ma c’ è qualcosa che non funziona come prima? Ti viene il dubbio che sia il mercato ad essere cambiato o che sia stato solo un periodo fortunato quello in cui la strategia era profittevole? E se a cambiare fossi stato tu? Hai mai considerato la psicologia nel trading?

Per capire bene il motivo per cui l’aspetto psicologico è così importante nel trading, bisogna sapere:

  • Perchè
  • Conseguenze
  • Cosa fare

Perché

Siamo esseri umani e come tali proviamo emozioni. Avvertiamo tutti la paura, la malinconia, la gioia, l’amore, la felicità… In misure diverse da individuo ad individuo, queste emozioni condizionano il nostro modo di vedere e comportarci nella nostra vita quotidiana. Erasmo da Rotterdam, umanista del Cinquecento, sosteneva in un suo famoso saggio che il rapporto tra Mente emotiva e Mente razionale fosse di 24 a 1: cioè che la parte emozionale di ognuno di noi (quando questa è al massimo) è 24 volte più forte di quella razionale. Seppur in rapporto riveduto, ciò si riflette anche nella nostra operatività nel Forex, dove è risaputo essere un’attività composta dal 20% di Tecnica e ben dall’80% del fattore psicologico.

Conseguenze

L’emozione che maggiormente influisce la nostra psicologia nel trading è sicuramente la paura.

Può capitare che una tecnica più volte testata e con una percentuale di vincita del 70%, ci abbia portato a perdere nelle nostre ultime 6 operazioni consecutive: la paura dell’ennesima perdita, ci fa dubitare della tecnica e a non aprire altre posizioni.

Oppure abbiamo raggiunto il target prefissato secondo la tecnica e a nostro avviso il mercato potrebbe continuare nella direzione a noi favorevole: la paura di perdere gli eventuali guadagni, ci porta a non chiudere la posizione col rischio che il mercato inverta improvvisamente facendoci perdere il profitto ottenuto fino a quel momento o se il mercato dovesse effettivamente proseguire nella direzione ipotizzata, farci cambiare le regole della tecnica che nel tempo vedrebbe molto probabilmente peggiorare la sua percentuale di vincita.

Altro caso è quello dove il trade in perdita sta per raggiungere lo Stop Loss calcolato precedentemente in base al Money Management: la paura di perdere soldi mi fa chiudere la posizione in anticipo e, come spesso accade, il mercato inverte poco dopo facendomi vedere cosa avrei potuto guadagnare se solo mi fossi attenuto alle regole della tecnica.

Può capitare che seguendo la tecnica non vi siano segnali di entrata favorevoli: la paura di non tradare mi porta ad entrare “contro la tecnica” con l’alta probabilità di aprire una posizione perdente proprio perchè non supportatta da regole testate a dovere.

Altro errore comune è quello di guardare un trade chiuso in profitto seguendo la tecnica, come sarebbe andato se l’avessi tenuto aperto: vedere che avrebbe potuto guadagnare ulteriormente, ci invoglia a cambiare le regole della tecnica senza considerare il fatto che il mercato avrebbe anche potuto voltarci contro e che stiamo analizzando il grafico col senno di poi.

Troppo spesso ci dimentichiamo che i guadagni si fanno quando chiudiamo la posizione e non quando la apriamo.

La psicologia nel trading riguarda l’intero mercato del Forex. Non di rado si vedono valute di Paesi con notizie economicamente favorevoli,  perdere nei confronti di altre più deboli almeno sulla carta. Talvolta si parla di soglia emozionale: a certi livelli di prezzo (estensioni di Fibonacci, Supporti o Resistenze, prezzi “tondi”, massimi o minimi storici) avvengono gran parte delle inversioni di mercato.

Cosa fare

I trader professionisti vi possono insegnare molto su come gestire la psicologia nel trading, come l’importanza di avere, scrivere e seguire una tecnica!

Vi possono insegnare le emozioni che generalmente condizionano il mercato e come usarle a vostro vantaggio.

Vi possono insegnare come tenere un diario del trading, in modo che possiate analizzare tutte le operazioni eseguite scoprendo se il vostro trading stia miglioramento o meno, oppure il perché di eventuali errori magari causati proprio da emozioni negative anche a distanza di tempo.

Alcune persone imparano da sole queste cose; altre, come me, hanno il bisogno di iscriversi ad un Corso Forex. E’ grazie all’aiuto continuo da parte del Corso Forex che ho imparato ad analizzare il mio diario del trading e scoprire la causa principale del mio drawdown: la smania di tradare mi faceva entrare in ritardo a mercato anche se non c’erano segnali operativi favorevoli secondo le regole che stavo seguendo.

A cambiare non era stato il mercato o la tecnica, ma io!

Potete in tali corsi conoscere anche altri trader con i quali confrontarsi e magari scambiarsi opinioni e idee. Conosco persone che hanno iniziato a tradare insieme seguendo delle regole ben precise; così facendo eventuali emozioni negative presenti in uno di loro (ad esempio il dubbio) viene meno se opposte a quelle più positive degli altri del gruppo che si è venuto a creare (ad esempio la fiducia nella tecnica applicata).

Conclusioni

Il trading è fatto di vincite e di perdite. Sono proprio queste ultime a dar vita in noi ad emozioni negative che ci portano a non vedere le possibile cause e soluzioni.
Controllare il proprio stato emozionale comporta un allenamento continuo che non ha mai fine; anche per questo consiglio sempre un Corso Forex che duri nel tempo a quello di pochi giorni. Soprattutto quando le cose non vanno bene e la strada si fa difficile, un supporto da chi ci è già passato per tali problematiche fa la differenza. Questi trader professionisti gestiscono al meglio la loro psicologia nel trading e ti fanno capire che puoi mollare quando vuoi… ma perché farlo proprio ora?!

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