I segreti (non tutti…) della tecnica Long Term

di 09 maggio 2013

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Voglio approfittare della bella mail che ci ha inviato il nostro corsista Elvio Pistis (cui vanno anche i miei personali complimenti) per parlare in breve della tecnica Long Term, una delle varie strategie che insegniamo qui in Professione Forex.

Vi dico subito cos’ha di davvero bello questa tecnica: ci vogliono solo pochi minuti al giorno per l’applicazione e, cosa più importante, ha una percentuale statistica di esito proficuo del 70%. Questo grazie a due cose: trading rigorosamente a favore di trend, e gestione altrettanto rigorosa del money management.

Ok dò per scontato che i concetti di trend e money management vi siano già chiari, diciamo allora due parole sulla strategia.

Innanzitutto, perché “Long Term”. E’ una tecnica a “lungo termine” perché applicata normalmente sui timeframes Daily o 4H, dunque con posizioni che possono rimanere aperte per più giorni (anche settimane, di solito nei casi di trades fortunati). Diversa quindi dalle operazioni Intraday, che si aprono e chiudono nell’arco della giornata, e lontana dalle rapidissime operazioni dello Scalping (che bello il Forex, ci impari pure un sacco di parole inglesi).

Va bene, sto divagando di nuovo. Andiamo alla ciccia. Analizziamo nel grafico questo esempio di setup long:

 

 

C’è un bel trend rialzista, con massimi e minimi al loro posto, e una serie più o meno regolare di ritracciamenti. Queste sono le condizioni di partenza che rendono possibile un ingresso con tecnica Long Term.

Dobbiamo concentrarci sui ritracciamenti, che sono pause del mercato fisiologiche e necessarie nel percorso di un buon trend, e cercare al loro termine un segnale di ripartenza del trend:

 

 

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Il mio (nostro) segnale preferito di inversione è la pin bar, o hammer, o martello, ok insomma questa qui:

 

 

Quando la Trinità si manifesta sul grafico (trend, ritracciamento, segnale), possiamo benedire il nostro trade piazzando un ordine buy sopra il segnale e stop loss sotto. Le uscite saranno a scalare, con primo target non inferiore al risk-reward 1:1 (cioé pari alla distanza dello stop loss), e target successivi a partire dal RR 1:2 (dopo aver messo il trade in free risk, spostando lo stop a loss a pari):

 

 

Basta, non ci occorre altro. Nessun indicatore né oscillatore, nient’altro sul grafico a parte una media mobile a 21 periodi, che ci aiuta a valutare la forza del trend e del pullback.  Poi la strategia è da affinare con l’integrazione di supporti e resistenze, come livelli chiave di rimbalzo dei segnali.

Ovviamente ragazzi non posso esaurire tutto il tema in un articolo, altrimenti Lucas e Lenny poi nei loro webinar hanno la scusa per gozzovigliare. Vi rimando perciò ai contenuti dei nostri corsi.

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