I Pivot Points: cosa sono, a cosa servono

di 09 ottobre 2013

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Ho letto da qualche parte il commento di un analista che più o meno diceva: fare trading senza curarsi dei livelli di supporto e resistenza è come guidare senza allacciarsi le cinture di sicurezza. Trovo il paragone davvero azzeccato, anche perché l’infrazione della legge è causa comune di parecchi conti bruciati.

Incontrando un livello sufficientemente coriaceo, il prezzo prende sempre iniziative interessanti: quel bel trend che stavamo seguendo si ferma improvvisamente e ci rimbalza in faccia, o si addormenta costringendoci a chiudere il trade per sfinimento (e ovviamente non appena abbiamo cliccato close, si verifica il terzo evento: il prezzo sfonda il livello e riparte sgommando sulle nostre contumelie).

La ragione di queste reazioni su buoni supporti o resistenze è ovvia, ma è bene ripeterla: se i traders pensano che il livello possa essere buono, piazzeranno lì i loro target di profitto, gli stop loss o gli ordini. E quando il prezzo ci passa in mezzo, vinca il migliore.

Ma quali sono i livelli che funzionano meglio?

Per quanto convincenti e reattivi, tutti i livelli che plottiamo sul grafico di nostra iniziativa sono in fin dei conti livelli soggettivi. Mi spiego: ogni mattina alla stessa ora, io e un trader di Amsterdam apriamo la piattaforma e ci mettiamo all’opera per tracciare i livelli su cui operare. Ma mentre io prendo come riferimento (ad esempio) il massimo del giorno prima, l’olandesino stabilisce che la sua strategia avrà come spartiacque una bella resistenza sul 4 ore. Il bello è che che tutt’e due possiamo aver ragione (o torto marcio).

Il problema che ne consegue è che questi livelli non sono visti da tutti i traders. O quantomeno, non tutti i traders gli attribuiscono la stessa importanza. In entrambi i casi, il livello eserciterà una forza non al massimo delle potenzialità. Diverso il caso in cui supporti e resistenze diventano uno strumento oggettivo di lavoro, perché visti da tutti, perché plottati automaticamente sul grafico.

Ecco perché i pivot points sono così importanti, a tal punto da essere ampiamente utilizzati anche nei sistemi di autotrading.

Il pivot point è un livello di prezzo che si ricava in maniera molto semplice: si sommano il massimo, il minimo e il prezzo di chiusura del periodo precedente, e il risultato lo si divide per tre. Bene, adesso che lo sappiamo ce lo possiamo anche dimenticare, perché tanto il livello viene automaticamente plottato sul grafico, qualsiasi piattaforma voi utilizziate (ovviamente attivando l’indicatore).

Oltre al pivot, sul grafico verranno visualizzati anche vari livelli di supporto (denominati S1, S2, S3…) e resistenza, (R1, R2, R3…):

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I pivot points esistono da quando esiste il trading, e ancor prima che i computer diventassero un mezzo di utilizzo universale. Sin dall’inizio i traders avevano bisogno di stabilire in maniera oggettiva quando il prezzo di un determinato strumento potesse essere definito caro (e venderlo) o a buon mercato (e comprarlo), tenendo d’occhio i pivots per mirare a possibili inversioni o breakouts.

Oggi come ieri l’obiettivo aureo è sempre lo stesso.

Nella nostra introduzione resta da dire che i pivot points possono essere utilizzati su qualsiasi timeframe. Sul minuto o sul mensile, attivando le impostazioni volute l’indicatore non farà altro che plottare i pivots calcolando la media delle candele precedenti. Vale però il principio che conosciamo bene: più alto è il timeframe, maggiore affidabilità avranno i segnali. E comunque io direi che l’utilizzo dei pivots possa essere tranquillamente limitato al daily e al mensile.

Anche se fate scalping sul minuto o sui cinque, è sempre bene tener d’occhio i pivots giornalieri. Inutile attivarli su timeframe minori, perché a quel punto è molto meglio tracciare manualmente e più accuratamente supporti e resistenze seguendo l’andamento del prezzo. I pivots mensili sono invece utili come obiettivi a breve termine (target, ma anche stop loss di protezione) per le tecniche multiday.

La prossima settimana vedremo come utilizzare i pivot points nelle nostre tecniche, dunque tenete d’occhio il blog, e per i nostri corsisti: non mancate alle lezioni del Premium.

 

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