Come sfruttare i Ritracciamenti del Trend

di 17 Gennaio 2013

Prima di continuare il discorso sul trend concedetemi una standing ovation alla pin bar del 4 gennaio sul grafico daily di eurodollaro, che dopo averci fatto sudare per tre giorni ha finalmente sparato il prezzo tanto tanto su, arrivando a oltre 300 pips di profitto. Chi segue le nostre strategie Forex avrà certamente colto l’occasione per effettuare un’entrata da applausi. Il tappo ha fatto un bel botto, e la bottiglia di champagne ce l’avevamo in mano noi. Quindi, cin cin.

 

Questo trade è un esempio (proficuo) di come sfruttare a nostro favore il trend, una volta identificati i buoni requisiti del setup. Nell’articolo della scorsa settimana avevamo accennato all’importanza dei ritracciamenti nel percorso del trend. In un esempio rialzista, un trend sano e non dopato da notizie o momenti di forte speculazione presenta un andamento regolare, fatto da momenti di accumulazione delle posizioni (in cui il prezzo macina pips in direzione long), inframezzato da momenti di consolidamento, o distribuzione, quando i traders direzionali si concedono prese di profitto e impongono al prezzo un movimento contrario.

Il ritracciamento deve a sua volta avere buoni requisiti, il principale dei quali è una congrua profondità. Ci viene in aiuto nella nostra analisi lo strumento di Fibonacci (ci perdonerà il maestro pisano se lo usiamo come un volgare metro a fettuccia), con cui andremo appunto a misurare il “respiro” del prezzo. Il setup ideale è quello in cui il prezzo chiude tra il 38% e il 61%. L’esperienza ci insegna a diffidare dei ritracciamenti inferiori al 38%, che segnalano un trend forte, ma anche di quelli superiori al 61%, segno di eccessivo indebolimento del trend e possibilità di una sua inversione.

 

Una volta identificato il buon ritracciamento, non ci resta che aspettare un segnale di ripartenza che ci dica: occhio perché il prezzo dopo il riposino al bar vuol tornare a pedalare in direzione del trend. Segnali del genere (che sono in pratica dei segnali di inversione di un movimento) ce ne sono vari, ma quello che a noi piace di più è la pin bar, la cui apparizione per gli adepti della nostra tecnica Long Term fa lo stesso effetto del gong sul ring.

Rimanendo sul grafico di Eur/Usd (e dunque su un esempio rialzista) ecco come noi abbiamo benedetto la pin bar, cavalcando la  ripartenza del trend: stop loss un paio di pips sotto, e primo target l’ultimo massimo del prezzo. Sarà ora più chiaro che la profondità del ritracciamento è importante, perché aumenta i pips del primo target e dunque il nostro rischio-rendimento.

Vedremo più avanti quali altri indicatori possiamo piazzare sul grafico per seguire al meglio l’evoluzione del trend, quindi tenete d’occhio il blog, ci vediamo qui la prossima settimana.