Analisi tecnica settimanale USD JPY 3 ottobre 2011

di 03 ottobre 2011

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In questa ultima settimana abbiamo finalmente visto come la pressione sul vecchio continente si sia attenuata, se sia una “pausa” tecnica o abbiano trovato una soluzione convincente per i mercati, lo vedremo tra non molto. La situazione greca rimane in primo piano ed è lo snodo cruciale anche per il nostro paese. Nel frattempo i mercati valutari hanno ripreso movimenti più consoni alle nostre tecniche di medio/lungo periodo.

L’USD/JPY sembra incastrato su i minimi di sempre, ma l’economia giapponese comincia a dare segni positivi da qualche tempo. Che sia preludio all’uscita dallo stallo?

Grafico settimanale: le candele settimanali ci evidenziano una discesa inesorabile, addirittura dal giugno 2007

Nel tentativo di disegnare la terza onda, il prezzo si è “impuntato” sul minimo di sempre a 76,30, che è il valore raggiunto in occasione del terremoto di marzo, che ha quindi anche un forte impatto psicologico. Lo stocastico non sembra convintissimo della risalita e l’ADX punta ancora più in basso

Grafico giornaliero: la visione più di dettaglio, rispecchia ancora la fase short, anche se meno evidente rispetto al lunghissimo periodo. Lo stocastico sembra essersi arrampicato quasi fino al valore di ipercomprato, l’ADX sembra voler sostenere la piccola risalita in atto dell’ultima settimana.

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Conclusioni: nel dettaglio, è evidente come il prezzo stia “tenendo la posizione”, sembra quasi non voler oltrepassare la soglia psicologica, inoltre bisogna sempre tener conto che siamo hai minimi di sempre. Ma le notizie positive sul futuro dell’economia giapponese, potrebbero aiutare la rottura.

Scenario rialzista: l’indecisione del prezzo potrebbe essere preludio ad una rottura verso l’alto, ma per questo dobbiamo aspettare che risalga oltre 78,00. Superato tale valore i target possibili saranno 79,57 con tecniche di breve periodo e dopo a circa 82,00 e poi molto più in alto a 85,50 con tecniche di lungo periodo.

Scenario ribassista: se il prezzo rompesse il valore di marzo (in verità l’ha già fatto, ma senza la dovuta decisione) essendo ai minimi di sempre non è facilissimo determinare i target possibili. Non mi sorprenderei, se superato tale valore, lo ritestasse come resistenza per poi scendere verso minimi mai raggiunti, a quel punto dovremo tener d’occhio l’evoluzione dell’economia statunitense, per sapere quanto potrà ancora scendere e quanto la banca giapponese lo permetterà ancora.

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