Analisi settimanale EUR USD del 12 settembre 2011

di 11 settembre 2011

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Ritorno sull’analisi EUR/USD già fatta due settimane fa. In quel momento nonostante la crisi politico/economica europea (che stava sull’orlo del baratro dall’inizio della crisi greca), la moneta unica viaggiava, anche se molto titubante, su valori relativamente alti intorno a 1,45, avendo toccato quasi 1,50. La motivazione era legata, più che altro, alla corsa a chi faceva peggio tra Europa e Stati Uniti. Da una parte l’evidente lotta tra le “formiche” (Germania in testa) che non vogliono pagare i debiti delle “cicale” (Grecia, Italia e Spagna), dall’altra la lotta interna Americana, di natura più propriamente politica, tasse o non tasse.  ….scusate ancora la semplificazione. La reazione Europea alla crisi del debito è stata sostanzialmente restrittiva, con tagli indiscriminati e aumento dell’IVA (soprattutto nel nostro paese), oltre all’evidenziare ulteriormente la mancanza di unità politico/economica. Negli Stati Uniti invece, oltre alla manovra lacrime e sangue, sono subito partiti con proposte per stimolare la crescita, sapendo che quella è la vera ricetta per uscire dalla crisi. In parole povere il valore EUR/USD è legato si all’economia reale, ma anche alla credibilità politica. Gli Stati Uniti hanno un debito enorme quasi al 100% del loro PIL  e per questo hanno scricchiolato un po’ ultimamente, ma anche una economia super vitale legata ad una mentalità sempre proiettata al futuro. In Europa ci sono realtà altrettanto vitali, ma anche paesi che si definiscono moderni (Italia in testa)…. e poi la prima cosa che tagliano sono i fondi alla banda larga (piuttosto che privilegi di vario tipo) con una ottusità verso il futuro (prossimo) quasi imbarazzante. La proposta Americana sulla crescita è ancora tale, ma i mercati spesso guardano più alla credibilità e vitalità verso il futuro, piuttosto che ai numeri attuali.

Per riassumere, da una parte ancora si sta litigando sul debito, dall’altra si è già passati alla fase successiva della crescita. Questo sembrerebbe aver fatto prendere una direzione più decisa alla coppia EUR/USD.

Grafico settimanale: l’andamento del prezzo negli ultimi tre anni denota due onde evidenti e il “tentennamento” nell’ultima parte, poi il crollo delle ultime due settimane, con un calo di più di 800 pip e la rottura della possibile trendline.

L’ADX settimanale è molto basso, ma ha rialzato la testa e lo stocastico punta decisamente verso il basso.

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Grafico giornaliero: nel dettaglio giornaliero, si nota ancora meglio l’andamento crescente e la sua rottura. Il prezzo è anche sceso sotto il valore di 1,3840 che era stato sia supporto che resistenza più volte. Lo stocastico è in zona ipervenduto ma l’ADX è sopra 30 e punta verso l’alto sostenendo la discesa.

Conclusioni: il prezzo sembra aver rotto la situazione di stallo in cui si trovava da diverso tempo.

Scenario ribassista: non è facile in questi casi identificare uno o più  target. Ci sono però ottimi punti in cui il prezzo è rimbalzato più volte nel passato, il primo è intorno a 1,3430, cioè circa 200 pip sotto. Il successivo a 1.2880 ottimo rimbalzo anche nel passato, ma lontano 700 pip.

Scenario rialzista: la situazione finanziaria mondiale non ci fa escludere a priori lo scenario rialzista, ma la strada per farci credere in una risalita è abbastanza lunga, come per esempio la violazione verso l’alto della trendline di cui si è parlato prima.

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