Analisi Forex del 08 Gennaio 2017

Archiviate le festività ricominciamo le nostre attività speculative con una carrellata dei principali market movers e con una analisi del potenziale quadro di rischio di questa prima settimana di trading del nuovo anno.

Lunedi troviamo già il primo appuntamento con il tasso di disoccupazione Italiano del mese di novembre 2016, a seguire con i dati sulla produzione industriale della Germania e sul saldo della bilancia commerciale, iniziamo quindi la settimana con una attenzione particolare all’eurozona ed alle valute coinvolte.

Martedì invece riflettori puntati sui mercati asiatici con i dati relativi alla produzione ed i prezzi al consumo della cina.

Mercoledì, riunione della BCE ed a seguire i dati sulla produzione industriale, manifatturiera e sulla bilancia commerciale del Regno Unito, ed infine il dato più atteso della giornata riguarda la stima del PIL britannico del terzo trimestre 2016.

Giovedì la BCE pubblicherà le minute della riunione inerente le decisioni di politica monetaria e saranno diffusi in giornata anche i dati sulla produzione industriale italiana e sul Prodotto interno lordo tedesco.

Venerdì, infine, è atteso il dato sulle vendite al dettaglio USA ed il discorso della presidente della Fed Janet Yellen.

Settimana ricca di news e si rende dunque necessario porre particolare attenzione al trading intraday e/o su TimeFrame facilmente influenzabili da eventuali sprint di volatilità improvvisi.

Prima di avventurarci tra i grafici per lo studio di eventuali possibilità operative diamo uno sguardo al quadro delle correlazioni intermarket:

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osserviamo sullo screenshoot sopra riportato come i principali mercati si trovano adesso su importanti livelli di test, l’EUR/USD sembra aver violato con forza e ritestato subito dopo la resistenza in zona 1.0500 circa e si proietta facilmente un target tecnico sulla prossima area resistiva in zona 1.0795 circa.

Contestualmente, ma in maniera meno precisa, anche il correlato USD/JPY si accinge ad invertire al ribasso sulla resistenza in area 118.48 circa e questo pone le basi per un’ipotesi di debolezza per il dollaro USA nelle prime settimane di questo nuovo anno.

Un rimbalzo anche del DAX e dello S&P, che si trovano su massimi storici, rafforzerebbe tale ipotesi, che infine troverebbe una ulteriore conferma in un contestuale rialzo delle quotazioni dell’ORO fino ad area 1224.86.

Attendiamo dunque i primi giorni della settimana per meglio valutare la tenuta dei livelli sopra descritti con maggiore certezza, nel frattempo possiamo comunque ritenere l’ipotesi di una debolezza del biglietto verde come la più probabile per l’avvio dell’anno.

Dopo questa panoramica vi riporto i due grafici che meglio si prestano ad una operatività coerente con il quadro analitico appena descritto, anche se va sottolineato che TUTTI i grafici che interessano il dollaro americano mostrano su TimeFrame H4 i primi segni della debolezza descritta sopra e più o meno presentano potenziali pattern Long Term in via di sviluppo.

ANALISI DELLA SETTIMANA

AUD/USD H4

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L’australiano segna un triplo minimo nell’ultima parte del mese di Dicembre e reagisce con forza a tale figura d’inversione nei primissimi giorni di Gennaio lasciandoci, adesso, in attesa del completamento di un ritracciamento consono a tale accelerazione e di un valido segnale Long Term di acquisto nell’area compresa tra il 50% ed il 61% di Fibonacci.

NZD/USD H4

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Situazione analoga alla precedente ma con già evidenziata una sequenza di due minimi e due massimi crescenti già consolidati che rendono il possibile pattern Long Term rialzista anche più appetibile del precedente.

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Buon inizio anno e buon trading!!

Salvatore Perconti